Aruba Drive: NextCloud in salsa italiana

Prendi una donna, dille che l’ami…. No, scusate, mi sono distratto per un momento. Volevo scrivere… prendi NextCloud, cambiagli nome, associa un dominio con “spazio illimitato” e fai un’offerta furbetta: potrebbe essere una buona mossa, soprattutto se sei il maggior Provider italiano. E così è nato Aruba Drive.

NextCloud

Aruba Drive

Aruba è pronta ad affrontare una nuova sfida: il lancio di una vera e propria piattaforma personale per l’archiviazione illimitata in cloud e per la produttività, costruita su misura degli utenti e delle loro necessità.

Così recita la pagina di presentazione di questo nuovo prodotto. Certo già dalla prima immagine della pagina di presentazione si nota una certa somiglianza con una piattaforma Open Source che conosco bene: NextCloud. Poi più avanti leggo “Lo strumento sviluppato da Aruba offre uno spazio personale dalla capienza illimitata“. Lo strumento sviluppato da Aruba? Questo non credo…. Diciamo che Aruba ha adottato (ed adattato) NextCloud per fornire un Servizio ai suoi clienti, con una operazione di lifting ed una offerta commerciale che ora esamineremo in dettaglio, giusto per capire se conviene…..

Cosa offre e quanto costa

Aruba Drive offre una finestra su un nuovo modo di vivere i propri file personali, rappresentando anche un hub affidabile per la gestione di un progetto o la collaborazione in un team di lavoro. Tutto è sotto il proprio controllo, grazie a uno strumento che si configura come un prolungamento di sé stessi nel mondo online.

Uà…. un prolungamento di se stessi nel mondo on line….. manco fosse il Metaverso…. Vabbè, il marketing è marketing. Ma passiamo ai “piani”:

Piani di Aruba Drive

Dovete sapere che NextCloud è una piattaforma di File Sharing (condivisione on line di Archivi) più o meno simile a Google Drive, OneDrive o Dropbox. Ma non solo: grazie a Moduli dedicati può espandere le proprie funzionalità aggiungendo ad esempio la gestione dei Calendari, le Attività, le Foto, un sistema di Messagistica, la Gestione dei Contatti e delle Mail e addirittura un Music Player. In più è possibile usare la suite Office Collabora on Line per la modifica dei Documenti (simile a Google Docs). Questo, ovviamente, in una installazione standard. Ma la versione di Aruba, in concreto, che cosa offre? Vediamo

Aruba Drive

Già cominciamo maluccio. I primi due piani offrono l’accesso per una sola utenza, quindi tutto l’aspetto di portale collaborativo aziendale non è contemplato. Ma anche il piano Professional prevede al massimo dieci utenze che sono decisamente pochine. In compenso pare che Collabora sia abilitata su qualunque offerta (almeno questo…). Sostanzialmente il piano Easy offre solo lo spazio di Archiviazione, quindi direi che non è granchè. Ma anche gli altri offrono una selezione molto limitata delle Applicazioni disponibili in NextCloud. Questo mi fa supporre che non sia possibile configurare il sistema a livello Amministrativo, e sia solo garantito l’accesso utente. Il che non è una buona cosa.

Aruba Drive

E veniamo alle funzionalità avanzate. Uno dei punti di forza di NextCloud è la disponibilità di una App per Desktop e Mobile (Android e iOS) che permette la sincronizzazione automatica di una o più cartelle tra i dispositivi. Però il piano Easy non prevede questa possibilità. Possibile? pare di si…..

quindi…..

Quindi, cari amici, conviene? Se esaminiamo il piano Easy e quello Advanced, direi sicuramente no. Tutte le funzionalità sono disponibili in prodotti gratuiti anche più evoluti. Ad esempio Google Drive offre 15 Gb di base aumentabili a 100 Gb con una spesa di 24 Euro all’anno, Onedrive offre 5 Gb ma si passa a 100 Gb se si acquista un piano di Office 365. E potrei continuare. Quindi, a meno che non vi serva davvero uno spazio illimitato, sono proposte queste di Aruba che si possono tranquillamente rifiutare.

Anche il piano Professional in realtà è piuttosto privo di fascino. Le Utenze sono solo 10, gli strumenti sono limitati e, a regime, costa 300,00 Euro (più IVA) all’anno.

Alternative ?

Ottime e abbondanti. A parte i già citati servizi che offrono anche piani a pagamento più economici di Aruba Drive, basta fare una ricerca su Internet per Nextclod Hosting per trovare miriadi di offerte. Quella più interessante mi sembra sicuramente la proposta di IONOS

Ionos NextCloud

Tutti i piani Ionos prevedono Account Illimitati e, anche se sono raccomandati per un numero di accessi simultanei non eccessivo, per esperienza vi assicuro che funzionano bene anche con molti più utenti collegati. Se paragoniamo il piano Professional di Aruba (300,00 € + Iva all’anno) con quello da 1 Tb di Ionos (9,00 € x 12 mesi + 10,00 € per il Dominio, totale 118,00 € + Iva all’anno) già non c’è partita.
Se anche aggiungiamo allla proposta Ionos Collabora on Line si arriva a 142,00 € + Iva all’anno, cioè circa la metà della concorrenza. In più Ionos offre Utenti illimitati e l’accesso Amministrativo alla Piattaforma: in questo modo il Cliente ha pieno controllo sulle Applicazioni da installare (oltre quelle proposte da Aruba) e vi assicuro che si può trovare davvero di tutto.
In conclusione, scartati a priori i piani Easy ed Advanced di Aruba perchè, a mio parere, poco utili, anche la soluzione Professional appare sia tecnicamente che economicamente non adeguata.

Soluzioni per cuori impavidi…..

Cuori impavidi

Finora abbiamo parlato di prodotti NextCloud Managed cioè gestite direttamente dal Provider che fornisce il servizio, e che si occupa della installazione, della sicurezza, degli aggiornementi e delle copie dei dati fornendo sostanzialmente il Portale chiavi in mano. Ma se abbiamo il cuore impavido e vogliamo sporcarci le mani potremmo optare per un economico piano di Hosting su cui installare la nostra istanza di NextCloud. Il prodotto è infatti Open Source e l’installer si può scaricare da questa pagina, in varie versioni.
Le offerte per i piani di Hosting si sprecano, quindi ognuno può trovare quello che vuole. Io consiglio un piano con Server Linux e la possibilità di configurare i moduli PHP richiesti in modo semplice. Buon lavoro.

Aruba Drive: NextCloud in salsa italiana
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